NORME REDAZIONALI

Norme dell’Editore Olschki per la rivista «Archivum Mentis»

INDICAZIONI GENERALI


Gli articoli dovranno essere redatti in word, con il carattere Times New Roman, corpo 12. Le note vanno in corpo 9,5. Per i caratteri greci si userà sempre il carattere Times New Roman. Tutti i vocaboli non italiani saranno in corsivo.

CITAZIONI

a) se superano le tre righe vanno in corpo minore staccate dal testo
b) se non superano le tre righe restano all’interno del testo tra virgolette a sergente « »


comando da tastiera:
alt + 1 per aprire «
alt + maiusc + 1 per chiudere »


I doppi apici “ ” si usano solo nel caso in cui vi sia una citazione all’interno di una prima citazione, quelli singoli ‘ ’ solo per dare particolare rilievo a una parola.


NOTE


Nel testo, il numero della nota a piè di pagina, deve essere scritto in apice e posto sempre DOPO l’eventuale segno di punteggiatura. Nelle note le citazioni bibliografiche devono
seguire le seguenti norme:


L’autore va in M.LO/M.tto, il titolo dell’opera in corsivo, la casa editrice deve seguire il luogo di edizione.
Es.: R.A. Goldwaithe, La costruzione della Firenze rinascimentale, trad. it., Bologna, il Mulino, 1984.
Nel caso di più autori, saranno separati dal lineato medio, non da virgola.


Il nome di una rivista non deve MAI essere preceduta da in, l’annata va in numeri romani,
mentre l’anno non deve essere posto tra parentesi, ma tra due virgole.
Es.: G. Petti Balbi, Il consolato genovese di Tunisi nel Quattrocento, «Archivio Storico Italiano», CLVI, 1998, pp. 227-256.


Nel caso di un’opera già citata l’autore va riportato senza l’iniziale del nome di battesimo, mentre il titolo abbreviato deve essere seguito da virgola e dall’espressione cit. seguito da virgola.
Es.: Goldwaithe, La costruzione, cit.


Qualora, in una nota, via sia un riferimento bibliografico o archivistico perfettamente identico a quello della nota precedente, nella seconda basterà scrivere ibidem o ibid. L’uso di ivi, seguito dal numero delle pagine o delle carte, è invece previsto nel caso in cui il riferimento bibliografico o archivistico sia solo parzialmente identico a quello della nota precedente.


Nei volumi miscellanei il nome del/i curatore/i va/vanno in tondo, DOPO il titolo.
Es.: Tribunali di mercanti e giustizia mercantile nel tardo Medioevo, a cura di E. Maccioni e S. Tognetti, Firenze, Olschki, 2017.
Nel caso di una successiva citazione si inserirà il titolo in forma abbreviata senza indicare i curatori.
Es.: Tribunali di mercanti, cit.


I titoli dei eventuali paragrafi devono essere scritti in M.LO+M.tto, andando successivamente a capo.


GLI AUTORI CLASSICI

Vanno in M.LO/M.tto secondo le abbreviazioni tradizionali (esempio: CIC., LIV. seguiti dal titolo dell’opera in corsivo anch’esso abbreviato e in base alle indicazioni del Thesaurus
linguae latinae
; il libro va indicato in corsivo; per gli autori greci si segua il Liddell-Scott.


CITAZIONE DELLE EDIZIONI CRITICHE


Mettere il nome dell’autore per esteso; esempio: LAURENTII VALLE Gesta Ferdinandi regis
Aragonum, ed. O. Besomi, Padova, Antenore Editrice, 1973.

Oltre quanto già detto si usano: Id. per Idem (in m.lo/m.tto); Ead. per Eadem (in m.lo/m.tto). r, v (in corsivo), senza punto. f., ff. e non c. cc. per i manoscritti; per le cinquecentine: c., cc. n.s. attaccato. sg., sgg. per seguente, seguenti. Ivi (in corsivo) si usa quando si rinvia a frasi o a passi appena citati; ibid. se le pagine coincidono. Si scrive: il Mulino (con la i minusco- la e non Il Mulino), UTET va in maiuscolo.

USO DELLE PARENTESI

< >: racchiudono parole o parti di parole integrate per congettura, o, con i tre punti <…> omissioni e/o lacune del testo citato.

[ ]: servono o per le espunzioni o per gli eventuali chiarimenti esplicativi del testo o per qualsiasi aggiunta.

( ): indicano il completamento di parti di parole abbreviate o lo scioglimento di abbreviazione

IMMAGINI E LORO REQUISITI

L’uso di evetuali immagini deve essere molto contenuto e gli autori dovranno preventivamente (e personalmente) procurarsi le autorizzazioni necessarie alla pubblicazione delle stesse.

Accertarsi che le immagini siano di riproduzione ottimale per la stampa, almeno 300 dpi per una misura non inferiore a 14/15 cm di base e in formato tiff o jpeg. NON si possono fornire immagini prese o scaricate da internet a meno che non rispondano ai suddetti requisiti.

N.B . In caso di totale o parziale non ottemperanza delle norme tipografiche, la redazione si riserva il diritto di rimandare il manoscritto all’autore perché il testo venga adeguato ai criteri della rivista.

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